Otto anni fa è iniziato il primo corso di poesia tenuto da Stefano Raimondi. Otto anni dopo, Giuseppa, Lucia, Maurizio e Valeria presentano questo percorso poetico in un reading intimo e condiviso. Negli anni alcuni di loro, hanno pubblicato alcuni libri di poesia e partecipato a concorsi.

11 e 12 maggio
Laboratorio di Modisteria
con Dario Quintavalle Rub & Dub

E’ raro e difficile avere Dario disponibile per due intere giornate di laboratorio. Uomo dai mille progetti, gentile, bravo maestro, io stessa ho avuto modo di incontrarlo proprio in uno dei suoi laboratori tempo fa. Dario riesce a fare dell’arte della modisteria qualcosa di naturale e divertente. Uscirete dai due giorni di lezione, oltre che con un bellissimo cappello in testa, soprattutto con la voglia di continuare a sperimentare. il corso è aperto sia a signore che signori!!!

▪ il costo complessivo comprende i materiali ed è di 210,00 €
▪ Orari: Sabato 11 Maggio dalle dalle 14.00 alle ore 19.00
Domenica 12 Maggio dalle 10.00 alle ore 18.30 con pausa pranzo.
▪ Durata indicativa del corso: 13 ore
Il Laboratorio è rivolto ad un massimo di 7 partecipanti.

descrizione: Dario Quintavalle terrà una dimostrazione di formatura di feltro lapin e paglia parasisol secondo le tecniche della modisteria descrivendo le tipologie e reperibilità dei materiali e delle forme di legno. Gli allievi poi, dopo aver scelto la loro forma in legno, costruiranno un cappello e, una volta asciutto, dopo le spiegazioni dei vari metodi di finitura, orlo tesa, filo di ferro da modisteria usciranno dal corso con un nuovo cappello in testa. Non sono richieste abilità di sartoria.

Nota: Portare un piccolo set da cucito: forbici, aghi, spilli, filo nero e beige etc. Chi desidera può portare altro materiale decorativo, e delle proprie forme di legno.

Nota per interessati al Fascinator:
Domenica nel pomeriggio, c’è la possibilità per chi è interessato, di fare un Fascinator. In questo caso gli interessati dovranno finire un poco prima il loro cappello, per poi proseguire con il fascinator e finire il laboratorio alle 19 circa. Il costo per chi vuole partecipare a questa seconda parte, sempre comprensivo di materiali è di euro 40,00 Ai partecipanti verrà dato un kit, composto da vari materiali: cerchietto, feltro delle qualità più preziose, velette, piume etc. etc, con il quale potranno confezionare a mano il proprio “fascinator” seguendo la propria creatività ed estro. Il cerchietto si può sostituire con un elastico oun pettinino. Chi desidera può eseguire in alternativa alcune tipologie di “pill box”…

per iscrizioni mail: info@rubdub.ittel:+393405726121

Ho conosciuto Isabella ad una mostra di alto artigianato. Dal primo momento ho apprezzato i suoi lavori e la sua tecnica; abbiamo poi deciso insieme di trasformare la mia curiosità in un corso aperto a tutti per apprendere le basi del Batik.

Carla del beffa scrive fotografie. É un’artista a tuttotondo così tutto tondo da aver scelto di scrivere la sua presentazione. Dunque vi lascio alle sue parole.

Carla Della Beffa scrive in inglese ogni giorno. Artista relazionale, utilizza video, foto, parole, performance e installazioni per coinvolgere le persone e condividere emozioni. Il suo “Herstories” è un libro di fotografie con testi che non sono didascalie, e testi a fronte che non sono esattamente traduzioni: una conversazione triangolare fra un’immagine e due lingue. Sono storie di donne e dettagli di città. Non si vede nessuno, o solo un’ombra: la presenza umana è nelle parole. Le foto sono semplici, non ritoccate. Le parole registrano innamoramenti e divorzi, emozioni e dubbi, ricordi e rabbia, rapporti familiari e carriere. Sono storie normali, di quelle che succedono a chiunque. “Herstories” è anche una serie fotografica in cui il nesso fra parole e immagine è più o meno esplicito e aperto a interpretazioni: non c’è mai un unico modo di vedere le cose.

Partecipano
Paolo Rumi scrive e parla di pubblicità/cultura pop. E’ affascinato dall’uso femminile della parola e del tempo.
Anna Linda Tyrrell è di padrelingua inglese, di madrelingua italiana e fa la libraia.

Sara  Massidda ha fatto la scuola del circo. ha studiato il trapezio. questo è quello che più mi ha colpito di lei oltre al suo lavoro, ai suoi occhi neri profondi, allegri e inquieti al tempo stesso. dicevamo…la questione circo, appena accennata distrattamente in un discorso, mi è rimasta impressa e, man mano che ho conosciuto meglio Sara, mi è sembrata la metafora perfetta del suo percorso lavorativo, artigianale e artistico, l’immagine della curiosità per  i materiale e le forme che l’ha portata dall’illustrazione all’oreficeria fino ad approdare al feltro, una rete calda, morbida e delicata. qui Sara è elegantemente caduta e si è fermata. dalla lana fa nascere volti.  E, mentre lei lavora la curva di un viso  può deformarsi, una bocca può farsi ammiccante  o cupa, un occhio può chiudersi, il colore può accendersi o spegnersi, un tono brillare o smorzarsi. poi qualche filo di canapa o di seta crea effetti di luce, ombra e tridimensionalita. questi quadri poi si trasformano in oggetti, arazzi, vestiti. tutti pezzi unici irripetibili che sara cura minuziosamente fin nei piccoli particolari come, ad esempio, le fodere dei cappotti ricamate e dipinte da lei.

Da produttore di caponata in scatola ad impresario teatrale per necessità. Tematiche sociali, condizione umana, Sicilia, politica e gastronomia sono gli ingredienti di questo esilarante ma tragico racconto di Francesco Terracina.
Ti aspettiamo mercoledì sera alle 18:30 per incontrare l’autore in dialogo con Alfio Caruso.

un poeta che intervista un poeta e un libro nato con la lentezza di chi si prende cura dell’ascolto dell’altro, del respiro del mondo, della storia e della Storia.
Simone Cattaneo Martini ci racconta le vite in transito di migranti, rifugiati e fuggitivi attraverso parole che ci costringono a vedere il concreto delle cose e dunque a diventare corresponsabili del mondo che ci circonda. Non sono eroi tragici i suoi protagonisti ma uomini che deambulano da un disastro all’altro, che gettano speranze a casaccio in un insistente tentativo di farcela. Le sue sono immagini e gesti colti in diretta; e in quei gestì ognuno di noi puó ritrovare parti della propria vita che magari per fretta e distrazione tendiamo a far scivolare via velocemente.
È difficile stare vicino al dolore ma la poesia, quando è vera e autentica testimone, ci fa crescere, ci rende empatici e sensibili, amplia il nostro sguardo ma anche ci fa sentire meno soli e ci dà energia.

Gaetano Fracassio é un funambolo dell’arte, un giocoliere della pittura, della scultura, della fotografia e dell’installazione. all’unisono tutte queste forme in un vorticoso giro di giostra, prendono a rincorrersi, contaminarsi, fondersi, sovrapporsi. l’artigiano plasma, lavora e manipola carta, cartoni, acrilici, acquerelli, legni, variopinte stoffe e bronzi. nasce così un lavoro di teatro che interagisce col pubblico. “Il vento del giorno confonde le ombre”, riavvolge la memoria. l’artista diventa un “viaggiatore poeta”. le installazioni si riempiono di bauli e valigie graffiati dal tempo e strizzati da corde, sigilli, etichette, di case-nidi-rifugi. Tutto questo entra a far parte, di volta in volta, di uno spazio differente fondendosi con esso senza soluzione di continuità.

piccoli falegnami si diventa!
il laboratorio di Geppetta

questo laboratorio è dedicato alle bambine e ai bambini che hanno la passione per il lavoro manuale e vogliono iniziare a costruirsi i loro giocattoli. verranno impiegati solo utensili adatti e sicuri come trapanino a manovella, cacciavite elettrico, carta vetrata, colla e viti anche se si imparerà a riconoscere tutti gli attrezzi di una vera falegnameria! partendo da un’ampia scelta di materiali di recupero e da illustrazioni da sfogliare, ognuno potrà decidere cosa realizzare con la propria fantasia e manualità.
ma chi è Geppetta?
ecco poche ironiche righe autobiografiche: “da bambina Geppetta (Monica) all’asilo preferiva la falegnameria del nonno.A tavola non le lasciavano ancora usare il coltello, ma con il nonno, in gran segreto,  adoperava già pialle, saracchi, succhielli, gattucci e scalpelli. Poi la falegnameria ha chiuso i battenti e Monica si è messa sui libri. Ora fa l’avvocato a Milano, ma qualche anno fa, passeggiando sulla spiaggia di Riva Trigoso in Liguria, ha iniziato a raccogliere i legni depositati dalle correnti marine. Assi, galleggianti e plastichine hanno cominciato a prendere forma e ad animarsi in pesci, mammiferi e robots. Tutti i fine settimana toglie la toga per indossare la tuta da lavoro e rinchiudersi nel laboratorio che Geppetta ha aperto  a Riva Trigoso.”

orario: sabato 17 novembre dalle 15 alle 17.30
costo e iscrizione: 20 euro. la prenotazione è obbligatoria. i posti sono limitati.

Carla Foca è nata a Messina. Studia arte, moda, teatro, sartoria. Nel 1985 si trasferisce a Milano dove inizia la sua vita lavorativa e famigliare. Insegna per anni, alleva figli, mette e toglie sogni nel cassetto, disegna donnine ironiche e maliziose con tratto rapido ed essenziale. Poi nel 2004 grazie ad una mostra fatta a Vigevano incontra la sua tradizione calzaturiera e viene affascinata da questo mondo. Nel 2010 i primi bozzetti, le prime prove in creta e poi i primi esemplari. In questa piccola mostra presenterà i bozzetti e 4 delle scarpe disegnate ispirate alle forme naturali di fiori, piante e animali. Ovviamente si potrà diventare per una serata Cenerentole e mettersi ai piedi qualcosa di allegro e speciale e magari decidere che saranno le nostre future scarpe preferite! 

Elisabetta Erica Tagliabue a discapito del suo cognome e dei suoi due nomi è una giovane donna timida e gentile. Si è laureata a Brera e poi ha continuato a studiare e a specializzarsi anche attraverso il metodo di Bruno Munari. Adesso a sua volta insegna. Per le sue opere sceglie quasi sempre il colore bianco e i suoi materiali sono molto spesso la carta, la garza e la ceramica. Sono opere delicate come lei che vorrebbe camminare con passo leggere su questo mondo. Riflettono sulla ricerca di una nuova consapevolezza etica che renda l’uomo maggiormente rispettoso della terra e delle sue risorse. Ceronetti diceva che ci vogliono almeno tre vite per chiedere scusa agli animali e alla natura per quello che gli stiamo facendo. Basteranno ancora tre sole vite?